CROWDFUNDING

Perché un documentario su Eurovespa? 

Durante il viaggio mi sono reso conto di come Eurovespa sia stata un’avventura collettiva.
In tanti hanno seguito il viaggio chilometro dopo chilometro, attraverso moto.it o attraverso Facebook e durante il percorso ho incontrato una miriade di persone con le quali ho condiviso un pezzetto del viaggio: una tappa, una serata, una birra, un racconto. Nel documentario voglio unire tutti questi pezzetti, raccontare il viaggio nella sua interezza, mostrare a chi mi ha aiutato lungo la strada i chilometri fatti per arrivare fino a lì ed anche tutti quelli che ho fatto dopo.

Perché mi immagino che ci sia qualcuno con cui ho scambiato quattro chiacchiere in un bar che magari si sta chiedendo: che fine avrà fatto quel matto in Vespa?
E perché è un modo di dire grazie a tutti quelli che hanno fatto parte di Eurovespa.
Perché è stata un’esperienza forte, che voglio riordinare, rivivere e raccontare.

 

Il viaggio riparte, chilometro dopo chilometro

Il crowdfunding da subito è sembrato lo strumento più adatto per dare vita a questa nuova fase del progetto. Perché è un approccio corale, come corale è stato il viaggio di Eurovespa. Perché ciascuno è libero di farsi incuriosire e affascinare e di dare sulla fiducia il proprio contributo, così come, incrociando Simone per le strade d’Europa, poteva scambiare con lui una risata o aiutarlo con l’ennesima foratura. E perché, come tutti i progetti visionari e coraggiosi, è un “prendere o lasciare”: se non raggiungerà l’obiettivo non intascherà un solo euro.

La sfida parte il 2 luglio: 15.586 euro da raccogliere entro il 31 agosto sulla piattaforma KissKissBankBank.

15.586, come i chilometri fatti da Simone in sella a Peyton per le strade d’Europa.
Il crowdfunding serve, infatti, per finanziare l’attrezzatura, il lavoro, la promozione che sono necessari per realizzare il documentario. Ma è anche un modo per rivivere l’avventura, chilometro dopo chilometro. Con la consapevolezza del fatto che si potrà faticare, si potrà arrancare come Peyton nelle strade lettoni coperte di neve. Che ci sarà qualcuno che scuote la testa, liquidando quest’idea come una mezza follia. Ma che è fortissima la determinazione ad arrivare al traguardo.

 

Perché partecipare?

Chi partecipa al crowfunding deve farlo perché mosso dalla curiosità di vedere raccontata una storia insolita, perché crede che un viaggio in Vespa 50 sia un bel modo per raccontare le strade e le genti d’Europa, e anche una bella sfida.

Perché pensa che sia bello, alla fine di un’avventura, poter rendere omaggio a tutti quelli che l’hanno resa possibile.

 

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